SUL CARNEVALE CONTRO LE FRONTIERE A CLAVIERE

SUL CARNEVALE CONTRO LE FRONTIERE A CLAVIERE

5 Marzo 2024 Non attivi Di passamontagna

Sabato 2 marzo c’è stata una giornata di mobilitazione alla frontiera del Monginevro, in alta val Susa. Una giornata in solidarietà allx imputatx nel processo per il corteo al Brennero del 2016; una giornata volta a disturbare il dispositivo-frontiera di Claviere e Monginevro, che da anni reprime, blocca e uccide le decine di persone senza il buon documento che quotidianamente sono costrette a transitare sui sentieri montani per sfuggire ai controlli polizieschi.

Abbiamo scelto di rompere la falsa tranquillità di questa zona in mano alla turistificazione, dove l’invisibilizzazione della frontiera e della sua violenza è la base del pacchetto che viene venduto ai turisti. Per sottolineare a chi presente che quel territorio è una frontiera che separa, seleziona e uccide, e per ricordare ai Comuni e alle imprese che speculano sulla montagna vendendo il falso immaginario da cartolina che la realtà è un’altra e che non ci stancheremo di contrastarla.

In solidarietà al popolo palestinese in lotta, contro il genocidio che sta facendo Israele a Gaza, nel cuore i compagnx a processo il 5 marzo, ci siamo ritrovati nella piazza di Claviere per poi partire in cammino verso la frontiera, sui terreni dove d’estate i turisti giocano nel cosiddetto golf “transfrontaliero” e d’inverno sciano sulle piste “senza confini”, gli stessi sentieri dove le persone senza documenti vengono bloccate e respinte quotidianamente dalla polizia francese.

In corteo in mezzo a sciatori e turisti spaesati, siamo arrivati alle porte di Monginevro; i gendarmi francesi – come al solito in gran numero – schierati a difesa degli impianti sciistici non erano molto intenzionati a farci entrare in paese. Ma a carnevale ogni scherzo vale, e tra interventi, palle di neve sulle divise, e scritte in giro siamo tornati verso Claviere occupando la strada, bloccando per qualche decina di minuti quella frontiera, di solito inesistente per merci e turisti.

Riprendiamo le parole degli imputatx per quel corteo del 2016, mobilitazione contro l’annuncio austriaco della costruzione di una barriera anti-migranti alla frontiera con l’Italia – barriera che non fu poi costruita – in un contesto di forte aumento repressivo verso l’immigrazione indesiderata.

Mentre continuano le stragi di immigrati in mare, si allargano i recinti della detenzione amministrativa e aumenta il terrore poliziesco verso chi non ha in tasca i documenti giusti; mentre i lavoratori della logistica e delle campagne si organizzano e resistono contro il razzismo di Stato e lo sfruttamento padronale; mentre s’intensificano i piani di riarmo e di guerra, che sradicano milioni di umani dal loro mondo e colpiscono chi non si allinea; mentre il controllo tecnologico separa sempre di più gli inclusi dagli esclusi, le ragioni per cui siamo andati/e al Brennero quel 7 maggio non hanno fatto che moltiplicarsi.

Oggi, con la guerra in Ucraina e il massacro in atto in Palestina, il nesso tra guerra e frontiere è più evidente che mai e purtroppo il significato di quella giornata di lotta è sempre più attuale.”

Vogliono rinchiudere chi si ribella e prova a inceppare gli ingranaggi di questo sistema sempre più repressivo con 130 anni di galera; vogliono abbattere la solidarietà e punire chi continua a testa alta a parlare di sabotare la guerra e le frontiere; vogliono distruggere ogni forma di dissenso non funzionale alla loro cosiddetta “democrazia”.

Ai loro tentativi repressivi rispondiamo che nessuno può imprigionare la nostra passione per la libertà e per una reale giustizia sociale. Ai loro tentativi rispondiamo rilanciando la lotta

Dalla frontiera del Monginevro, solidarietà con chi attraversa le frontiere, complicità con chi le attacca

Dal Brennero a Claviere alla Palestina, contro ogni frontiera